Prende il via ad Altamura il progetto “Alieni”, promosso dagli uffici diocesani Caritas–Migranti, Pastorale Giovanile, Pastorale Vocazionale, Ufficio Scuola, Pastorale Sociale e del Lavoro, in collaborazione con l’Istituto Comprensivo “IV Novembre – S. Mercadante” L’iniziativa è rivolta agli studenti delle classi seconde e terze della scuola secondaria di primo grado “S. Mercadante” e coinvolge circa 300 alunni, accompagnati dalle docenti di Religione cattolica Nunzia Grimaldi e Perna Caggiano. Obiettivo del progetto è sostenere i ragazzi nel diventare protagonisti consapevoli della propria vita, aiutandoli a leggere e interpretare la realtà attraverso il pensiero, le emozioni e la creatività, con vitalità e coraggio. Cuore del percorso saranno i laboratori teatrali, affidati al formatore, attore e regista Roberto Corradino, che guiderà gli studenti in un cammino di scoperta di sé. Attraverso il linguaggio teatrale, i ragazzi saranno accompagnati nel riconoscimento delle emozioni, dei desideri e dei sentimenti, trovando strumenti di comprensione e spazi di dialogo significativi nel loro percorso di crescita personale. Le attività prenderanno avvio lunedì 23 febbraio. In preparazione al percorso, mercoledì 28 gennaio alle ore 19.00, presso il salone parrocchiale della Chiesa della Consolazione di Altamura, si terrà l’incontro pubblico “Ama l’alieno tuo come te stesso”, durante il quale il gruppo promotore, insieme alle insegnanti coinvolte e alla dirigente scolastica prof.ssa Giuseppa Crapuzzi, presenterà il progetto educativo. L’incontro non sarà solo un momento informativo, ma rappresenterà l’occasione per avviare un nuovo patto educativo, fondato sulla corresponsabilità tra scuola, famiglia, Chiesa e territorio, per il bene e la crescita delle giovani generazioni. In una società in cui la gentilezza rischia di non essere più riconosciuta come valore, il progetto “Alieni” richiama all’importanza delle relazioni e della cura reciproca: se da bambini dipendiamo dai nostri genitori e nella vecchiaia torniamo ad affidarci agli altri, anche nel tempo della presunta autonomia restiamo profondamente interdipendenti. Una comunità che dimentica questo principio, inevitabilmente, si disgrega.

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